Fornire una adeguata conoscenza storica sull’età moderna, con particolare riguardo alle rotture e alle discontinuità anche in relazione al dibattito storiografico e alla diversità e molteplicità delle fonti originali. Acquisire capacità di riconoscere la complessità di ogni costruzione storiografica.
Conoscenza manualistica della storia di età moderna.
Facoltativa
Il concetto di rivoluzione è, come pochi altri, un concetto centrale della storiografia e del pensiero politico moderni. Fin dal Rinascimento, infatti, le sue manifestazioni (rivolte, ribellioni, jacqueries) furono un oggetto privilegiato della trattazione storica che ne esaminò a fondo i caratteri dominanti. Riguardo a ciò, il corso si propone di esaminare le rivolte e le rivoluzioni di età moderna alla luce della più recente storiografia e delle categorie derivanti dalle scienze sociali e dalla politica moderna, per mostrare come la rottura violenta dell’ordine istituzionale, il movimento di massa e il programma ideologico di ricostruzione della società siano stati e siano elementi attuali del discorso pubblico.
Gli obiettivi del corso saranno acquisiti attraverso un percorso didattico suddiviso in due moduli.
A. Il primo incentrato sul concetto di rivoluzione e sul suo ruolo nel processo di costruzione della civiltà universale, guarderà alle crisi e alle cesure dei secoli compresi tra Seicento e Settecento.
B. Il secondo modulo approfondirà alcuni nodi cruciali delle rivolte e delle rivoluzioni attraverso un percorso che guarderà al ruolo svolto dalla propaganda nella costruzione del consenso.
A.
Testi:
- F. Benigno, Specchi della rivoluzione, Roma, Donzelli, pp. 7-106.
- F. Furet, Critica della Rivoluzione francese, Roma-Bari, Laterza, 2004, pp. 225.
B.
Un testo a scelta tra:
- F. Benigno, Favoriti e ribelli: stili della politica barocca, Roma, Bulzoni, 2011, pp. 270.
- A. Musi, La rivolta di Masaniello nella scena politica barocca, Napoli, Guida, 2002, pp. 282.
- A. De Francesco, Mito e storiografia della grande rivoluzione. La rivoluzione francese nella cultura politica italiana del ‘900, Napoli, Guida, 2004, pp. 392.
Si ricorda che, ai sensi dell’art. 171 della legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive disposizioni, fotocopiare libri in commercio, in misura superiore al 15% del volume o del fascicolo di rivista, è reato penale.
Per ulteriori informazioni sui vincoli e sulle sanzioni all’uso illecito di fotocopie, è possibile consultare le Linee guida sulla gestione dei diritti d’autore nelle università (a cura della Associazione Italiana per i Diritti di Riproduzione delle opere dell’ingegno - AIDRO).
I testi di riferimento possono essere consultati in Biblioteca.
Tradizionale
Il corso prevede un test d’ingresso per verificare le conoscenze generali in storia moderna e predisporre, qualora necessario, alcuni seminari di integrazione del sapere storico e storiografico.
Prova scritta
L’esame sarà svolto attraverso due prove scritte che avranno luogo alla fine del corso. Entrambe prevedono una durata di 2 ore. Va inteso che le tracce oggetto di esame (due tra cui lo studente potrà scegliere) saranno estratte a sorte all’inizio di ogni prova su un numero complessivo di almeno il doppio.
Per la valutazione dell’esame si terrà conto della padronanza dei contenuti e delle competenze acquisite, dell’accuratezza linguistica e proprietà lessicale, nonché della capacità argomentativa dimostrata dal candidato.